ADINOLFI: FEDEZ VUOLE UNA CHIESA MUTA
“Individuati i soli nemici del referendum: i vescovi e il PdF”

Mario Adinolfi, presidente del Popolo della Famiglia, replica a Fedez che sui social lo ha invitato a fare silenzio e a limitarsi “a 4 ave Maria” per il suo attacco al referendum sull’eutanasia e ai proponenti. Il cantante ha anche aggiunto che “la parola dei cittadini italiani vale più di quella di un vescovo” causando la reazione del presidente del PdF: “Evidentemente Fedez vuole una Chiesa Cattolica muta. Non è il primo né sarà l’ultimo a coltivare questa ambizione, sempre foriera però nella storia di pesanti disastri sul fronte della libertà di tutti. Dalle sue parole si capisce che ormai individua nella Chiesa e nel Popolo della Famiglia i due avversari del referendum-truffa di Cappato. Non sbaglia. Fedez però dovrebbe sapere che i vescovi e i sacerdoti sono cittadini italiani, la loro parola vale almeno quanto la sua. Di più: Fedez sta invitando a firmare per un referendum-imbroglio senza spiegare ai suoi followers che l’eutanasia non può essere introdotta per referendum e che il quesito è carta straccia che sarà rigettata dalla Corte Costituzionale. Fedez è ignorante e non sa che sta facendo firmare per l’abolizione delle pene dell’art. 579 del codice penale sull’omicidio di consenziente con il risultato che se il referendum passasse ogni consenziente potrebbe essere ucciso in qualsiasi modo e senza ragioni mediche. Ovviamente questo è inaccettabile e dunque non essendo autoapplicativo il quesito sarà certamente rigettato. Ma tutto questo Fedez non lo sa (e io non ci sto più e i pazzi siete voi)”, conclude Adinolfi citando Francesco De Gregori.

Andrea Brenna, segretario nazionale del Popolo della Famiglia, aggiunge:
“Il Popolo della Famiglia difenderà sempre l’indisponibilità della vita umana, in primis di quella dei più deboli e fragili in piena applicazione dell’Art. 3 della nostra Costituzione.
Il tentativo di mettere in ridicolo i Vescovi, la Chiesa e la preghiera personale può essere solo frutto dell’ansiosa ricerca di un mero consenso di pancia poco consapevole.
Comprendere il profondo senso del sacrificio, dell’amore vero, sincero e gratuito verso il prossimo, dell’aiuto richiesto al Creatore allorquando i limiti umani non riescono più a superare le tante croci che la vita terrena ci offre. Quell’amore gratuito che è la base di ogni positiva relazione umana. L’amore paziente e attento, profuso dalla Chiesa e dai suoi Vescovi nei confronti delle vite più fragili e più indifese, questo è ciò che aiuta il nostro paese, non certo i capricci mediatici di un ragazzino che è in affannosa ricerca di un nemico per distrarre l’attenzione di chi lo segue dalla violenza connaturale del gesto eutanasico.”

In conclusione Patrizia del Giudice Presidente della Commissione pari opportunità Regione Puglia da tempo al fianco del Popolo della Famiglia dichiara: “Fedez? Dopo i comici, ecco gli influencer nababbi. Oggi occorre essere “illuminati”e davvero coraggiosi per lottare a favore della vita e per la tutela della vita stessa sin dal suo concepimento. Mi auguro, -aggiunge la del Giudice- che Fedez comprenda la drammaticità dell’argomento di cui parla, ne comprenda i confini, e riconosca i limiti giuridici di quanto troppo semplicisticamente propone.»

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