Ci rivolgiamo agli organizzatori, ai partecipanti, ai simpatizzanti ed a tutte le persone che si ritroveranno sabato 21 Agosto al Salento&Puglia Pride; facciamo appello alle loro intelligenze e soprattutto alla loro sensibilità, invitandoli a mantenere, nel corso della loro manifestazione, un atteggiamento decoroso, rispettoso della città e dei suoi luoghi sacri. Ci sembra doveroso chiedere che l’evento non urti la sensibilità di tutti i brindisini che non condividono il contenuto delle vostre rivendicazioni.
Chiediamo di avere riguardo per le mamme e i papà che desiderano educare i propri figli al comune senso del pudore, troppo spesso messo in discussione da atteggiamenti volgari e osceni. La nostra Costituzione, all’articolo 21, pone un unico limite al sacrosanto diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero: il rispetto del buon costume. Non si comprende come mai il Comune di Brindisi e la Regione Puglia concedano il patrocinio a questa manifestazione, considerando che intolleranza ed omofobia sono quasi del tutto sconosciute nelle nostre comunità, da sempre in prima fila per rispetto ed inclusione verso tutti; eventi di questo genere avrebbero (forse) senso in quei luoghi del mondo dove le persone omosessuali sono realmente vittime di discriminazione e persecuzione, come i paesi islamici; la Puglia, l’Italia, L’Europa intera, non hanno alcun bisogno di lezioni di “civiltà”, come si è potuto constatare in occasione della manifestazione LGBT recentemente organizzata a Budapest e svoltasi senza contestazioni, incidenti nè alcuna ostilità da parte del Governo Ungherese, sfatando un luogo comune che considera quel Paese un covo di odiatori omofobi.
L’auspicio finale del Popolo della Famiglia di Puglia – che è anche un appello agli organizzatori affinchè segnino una discontinuità – è che questa manifestazione non violi più, come sistematicamente avvenuto in passato, quel limite costituzionale su evidenziato del buon costume per non trasformarla nella solita carnevalata finalizzata a criminalizzare il pensiero di tutti coloro che sono intimamente convinti dei valori della famiglia cristiana o quella naturale, che un bambino abbia il diritto di avere un padre ed una madre, per non parlare poi dall’emergere di pratiche come lo sfruttamento del corpo e l’utero in affitto, da debellare e non da regolamentare!

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